Al largo di Cannero Riviera, su un gruppo di isolotti rocciosi, si ergono i suggestivi Castelli di Cannero (o Castelli della Malpaga): uno degli scorci più fotografati e riconoscibili del Lago Maggiore.
Rocche medievali e leggende di briganti
I ruderi che si vedono oggi sono ciò che resta di fortificazioni erette nel corso dei secoli su questi isolotti. La tradizione locale lega il sito alla leggenda dei fratelli Mazzarditi, briganti che nel Quattrocento avrebbero usato le rocche come base per le loro scorrerie sul lago, prima di essere sconfitti e vedere le fortificazioni smantellate. Le rovine attuali derivano in parte da un successivo castello fatto costruire dai Borromeo sugli stessi isolotti.
Per approfondimenti storici sui Castelli di Cannero e per organizzare la visita al Lago Maggiore, il riferimento è il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli d’Ossola.
Come vederli
I castelli non sono visitabili all’interno, ma si possono ammirare da vicino con una gita in barca da Cannero Riviera, oppure semplicemente passeggiando lungo il lungolago del paese, da cui si gode una delle viste più belle sull’insieme delle isole.
Cannero Riviera, il paese di fronte ai castelli
Il borgo di Cannero Riviera, noto per il suo clima mite e le coltivazioni di agrumi lungo il lago, è il punto di partenza ideale per ammirare i castelli. Per conoscere meglio il paese e cosa vedere nei dintorni si può consultare l’articolo dedicato a Cannero Riviera.
Un’escursione da abbinare all’entroterra
Come per le altre mete del Lago Maggiore, anche una visita ai Castelli di Cannero si presta bene a essere abbinata a una scoperta dell’entroterra ossolano: i borghi di montagna e i vigneti della Val d’Ossola sono a breve distanza, con la possibilità di chiudere la giornata con una degustazione in cantina.
Un’immagine iconica del lago
I Castelli di Cannero, con le loro sagome scure che emergono dalle acque del Lago Maggiore, sono diventati nel tempo uno dei soggetti fotografici più ricercati dell’intera sponda piemontese, specialmente al tramonto, quando la luce calda accentua il profilo delle rovine contro il cielo. Non è raro incontrare pittori e fotografi che si fermano lungo il lungolago di Cannero proprio per catturare questo scorcio.
Dai “Castelli Malpaga” ai pirati del lago
Le fortificazioni sugli isolotti risalgono al XII secolo, quando erano note come “Castelli Malpaga”. Nel Trecento vennero occupate dai cinque fratelli Mazzardi, detti Mazzarditi, originari di Ronco e soprannominati “i pirati del lago”: tra il 1403 e il 1404 si impadronirono del borgo di Cannobio, dando inizio a un periodo di violenze e scorrerie contro le popolazioni della Riviera. Nel 1414 Filippo Maria Visconti, duca di Milano, inviò un esercito di 500 uomini per sconfiggerli: il castello capitolò per mancanza di rifornimenti e fu raso al suolo per ordine del duca.
La Rocca Vitaliana dei Borromeo
Circa trent’anni più tardi, le isole furono cedute dal duca al conte Vitaliano Borromeo. Fu il conte Lodovico, per difendersi dalle incursioni svizzere dopo la perdita del Canton Ticino da parte del Ducato di Milano, a far edificare nel 1519 una nuova rocca fortificata sulle rovine del castello Malpaga, chiamandola “Vitaliana” in omaggio alla famiglia padovana capostipite dei Borromeo: sono proprio i resti di questa seconda fortificazione quelli ancora visibili oggi.
Ancora oggi, nonostante i secoli trascorsi, i Castelli di Cannero conservano intatto il loro fascino misterioso: le rovine, avvolte dalla vegetazione spontanea che è cresciuta tra le antiche mura, continuano a stimolare l’immaginazione di chi le osserva dal lungolago, alimentando leggende e racconti tramandati di generazione in generazione tra gli abitanti della zona.
Un ultimo dettaglio curioso: nelle giornate di foschia, quando il profilo delle rovine si confonde con la nebbia sul lago, i Castelli di Cannero assumono un aspetto quasi fantasmagorico, capace di far rivivere per un istante l’atmosfera cupa delle leggende legate ai Mazzarditi.