Chiesa di San Bartolomeo a Villadossola

Villadossola e la Chiesa di San Bartolomeo

Villadossola, tra il romanico di San Bartolomeo e la storia industriale che le valse il soprannome di 'Manchester dell'ex Novarese' nel Novecento.

Villadossola ospita, all’ingresso della Valle Antrona, uno dei monumenti romanici più importanti di tutta la Val d’Ossola: la chiesa di San Bartolomeo. Ma la sua storia più recente racconta anche una sorprendente vicenda industriale.

Uno dei capolavori del romanico ossolano

La chiesa di San Bartolomeo risale a un periodo compreso tra il X e il XII secolo, ed è considerata uno degli esempi più splendidi di romanico ossolano. Il primo documento che la cita risale al 1289: all’epoca era dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, invocati come protettori dalla peste. Solo dalla metà del Trecento la chiesa venne dedicata a San Bartolomeo, patrono di Villadossola, festeggiato il 24 agosto. Dell’edificio originario restano visibili la parte superiore delle pareti laterali, il lato est con l’abside semicircolare e il campanile, alto 34 metri, considerato il più bello di tutta la Val d’Ossola. All’interno, una grande ancona lignea del 1596, opera di Andrea Merzagora da Craveggia, raffigura la Crocifissione circondata da cinque scene della vita di San Bartolomeo.

La “Manchester” del Novarese

Nel 1804 la ditta “Pietro Maria Ceretti” impiantò a Villadossola il primo forno e maglio per trasformare in ferro la ghisa prodotta in Valle Antrona, dando avvio a una lunga tradizione siderurgica. Con la costruzione della ferrovia Novara-Domodossola nel 1888 e il completamento del traforo del Sempione nel 1906, l’attività industriale conobbe uno sviluppo notevole. Nel 1892 nacque la Sisma (Società Industrie Siderurgiche Meccaniche e Affini), piccola manifattura di bulloneria che, tra i due dopoguerra, divenne una delle principali industrie siderurgiche italiane: Villadossola fu definita per questo la “Manchester dell’ex Novarese”. Al culmine del boom economico, nel 1963, l’azienda contava 1.869 dipendenti.

Dalla crisi industriale a “La Fabbrica”

Negli anni Settanta arrivò una crisi inevitabile, dovuta alla concorrenza internazionale, che portò nel giro di pochi anni alla chiusura o al cambio di proprietà degli stabilimenti di Villadossola. A memoria di questo passato industriale, l’antica ferriera del paese è oggi diventata “La Fabbrica”, un centro culturale polivalente con teatro, che ha saputo trasformare un simbolo dell’industria in un luogo di cultura per tutta la comunità.

Villadossola, porta della Valle Antrona

Oltre al suo patrimonio romanico e industriale, Villadossola è il punto di accesso naturale alla Valle Antrona, una delle valli laterali meno battute e più selvagge della Val d’Ossola. Per approfondire la storia della chiesa, il riferimento è la scheda del Comune di Villadossola.

Chi visita Villadossola può facilmente scendere verso il fondovalle per una degustazione tra i vigneti della Val d’Ossola.

Villadossola oggi

Nonostante la fine della grande stagione siderurgica, Villadossola resta uno dei comuni più popolosi della Val d’Ossola, con una vita economica che si è progressivamente diversificata tra piccole e medie imprese, commercio e servizi. La memoria industriale convive oggi con il patrimonio romanico della chiesa di San Bartolomeo, in un equilibrio che rende il paese un caso interessante di come un centro nato attorno alla fabbrica abbia saputo reinventarsi, mantenendo comunque un legame diretto con la propria storia più antica, quella medievale.

Le frazioni e l’Oratorio di San Maurizio

Oltre al centro cittadino, Villadossola comprende diverse frazioni, tra cui Boschetto, Noga, Piaggio, Villaggio e Gaggio, testimonianza di un territorio che si è sviluppato per secoli attorno a piccoli nuclei rurali prima dell’espansione industriale del Novecento. Tra gli edifici religiosi minori del comune si ricorda anche l’Oratorio di San Maurizio, la cui esistenza è documentata già nel Sinodo del vescovo Speciano di Novara del 1591, a testimonianza di una vita religiosa diffusa capillarmente sul territorio ben prima della grande crescita urbana legata alla siderurgia.

Il torrente Ovesca

Da Villadossola si apre anche l’accesso alla piccola e suggestiva Valle Antrona, percorsa dal torrente Ovesca, le cui acque hanno storicamente alimentato mulini e attività artigianali del territorio prima di essere in parte captate per uso idroelettrico, in un intreccio tra natura e sviluppo industriale che caratterizza ancora oggi il paesaggio locale.

Condividi

Sapori, prodotti
e storie dell’Ossola.

Scopri la selezione della nostra bottega online.

Visita il nostro shop →