Trasquera è un piccolo comune alpino della Valle Divedro, adagiato a 1096 metri di quota sui fianchi del Teggiolo, con vista sul gruppo del Weissmies e sulla catena dell’Andolla. Il suo nome è legato a una delle opere di ingegneria più affascinanti della valle: il Ponte del Diavolo.
Un’opera di ingegneria “impossibile”
Il ponte collega Trasquera alla sua frazione di Bugliaga, in un tratto di strada dal tracciato particolarmente ardito. Gli studi per la sua realizzazione risalgono al 1874, quando le Saglie del Rì furono individuate come il punto in cui costruire l’attraversamento. Il cantiere richiese oltre un centinaio di tronchi di larice, disposti sui fianchi della montagna come armatura provvisoria, che al termine dei lavori vennero ricoperti d’olio e bruciati. Fu proprio la difficoltà di un’opera dell’epoca così spettacolare a far nascere la leggenda secondo cui a realizzarla fosse stato il diavolo in persona, da cui il nome che porta ancora oggi.
Un paese raggiungibile solo a piedi fino al 1963
Fino al 1963 Trasquera era raggiungibile soltanto tramite una mulattiera, la cosiddetta “veia d’Brocc”: un dettaglio che racconta bene l’isolamento e la vita di montagna che hanno caratterizzato per secoli questo angolo della Valle Divedro.
Trasquera nella Valle Divedro
Il comune fa parte della Valle Divedro, la valle che conduce verso l’Alpe Veglia e il confine svizzero attraverso il traforo del Sempione. Per approfondire storia e itinerari legati al Ponte del Diavolo, il riferimento è la scheda di visitOssola.
Chi visita la Valle Divedro può abbinare l’escursione a una tappa più a valle, tra i vigneti della Val d’Ossola, con una degustazione per completare la giornata.
Un paese che vive di montagna
Nonostante le dimensioni contenute, Trasquera continua a mantenere una forte identità legata alla vita di montagna, con abitanti che ancora oggi praticano l’allevamento e la gestione dei pascoli d’alta quota nei mesi estivi, mantenendo vive pratiche agricole che altrove sono ormai scomparse.
Bugliaga, la frazione oltre il ponte
Il Ponte del Diavolo conduce alla frazione di Bugliaga, piccolo nucleo che ha conservato nel tempo l’aspetto di un autentico borgo di montagna: raggiungerla attraversando l’opera ottocentesca resta ancora oggi un’esperienza capace di far percepire concretamente l’isolamento che caratterizzava questi luoghi prima della realizzazione della strada.
Un simbolo del coraggio ingegneristico ottocentesco
Il Ponte del Diavolo di Trasquera rappresenta ancora oggi un simbolo del coraggio ingegneristico che caratterizzò la costruzione delle infrastrutture alpine nell’Ottocento, quando la tecnologia disponibile era ben lontana da quella odierna ma l’ingegno umano riusciva comunque a superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Un patrimonio da tramandare
La conservazione del Ponte del Diavolo e delle strutture storiche di Trasquera rappresenta un impegno costante per la piccola amministrazione comunale, che deve bilanciare risorse limitate con la necessità di preservare un patrimonio di rilevanza storica e turistica per l’intera valle.
Un’ultima curiosità: la leggenda del diavolo costruttore, per quanto fantasiosa, racconta meglio di molte cronache storiche quanto fosse percepita come straordinaria, per l’epoca, la realizzazione di quest’opera.
Un ponte, una leggenda, un pezzo di storia alpina.
Diavolo o ingegno umano: il ponte resta comunque straordinario.
Un ponte che sfida ancora oggi la logica, e per questo affascina.
Un’ultima nota sul Ponte del Diavolo: la leggenda che lo circonda continua a essere raccontata ai visitatori esattamente come veniva tramandata generazioni fa.
Un ponte, una leggenda, un pezzo autentico di Ossola.
Un ponte, una leggenda, un pezzo di Ossola autentica.
Il Ponte del Diavolo resta una delle testimonianze più suggestive dell’ingegneria alpina storica, e Trasquera un punto di passaggio naturale per chi risale la Valle Divedro verso il traforo del Sempione e la Svizzera.
Il ponte resta oggi un punto di passaggio suggestivo per chi percorre a piedi i sentieri storici della Valle Divedro.