Repubblica Partigiana dell'Ossola, 1944

Storia dell’Ossola e i suoi personaggi illustri

La storia dell'Ossola tra personaggi illustri: dal volo tragico di Geo Chavez nel 1910 ai 43 giorni della Repubblica partigiana del 1944, fino a Cardini e Rosmini.

La storia dell’Ossola è costellata di personaggi illustri e di episodi che hanno lasciato un segno ben oltre i confini della valle, dall’aviazione pionieristica alla Resistenza, fino alla cucina internazionale.

Il volo tragico di Geo Chavez

Uno degli eventi più celebri della storia ossolana è il volo del pilota peruviano Geo Chavez, che nel 1910 riuscì per primo ad attraversare le Alpi in aeroplano lungo la tratta Briga-Domodossola, per poi morire tragicamente nel momento dell’atterraggio. L’impresa, seguita con enorme interesse dalla popolazione locale, resta ancora oggi una delle pagine più note della storia dell’aviazione italiana ed europea.

La Festa dell’Uva di Masera

Nel 1925, per omaggiare vendemmiatori e contadini, a Masera nacque una festa dedicata all’uva, organizzata al termine della vendemmia nel periodo di riposo dei lavoratori. La comunità si radunava nella piazza del paese per bere insieme il vino prodotto in zona. Ancora oggi, a settembre, si tiene la Festa dell’Uva: nel tempo la manifestazione si è evoluta, ma resta un forte legame con la tradizione, tra prodotti tipici ossolani e degustazioni di vino locale.

I quarantatré giorni della Repubblica dell’Ossola

Tra i fatti storici più significativi della valle ci sono senza dubbio i giorni di libertà dai nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal 10 settembre al 23 ottobre 1944, l’Ossola visse un’esperienza unica in Italia: la nascita della Repubblica Partigiana dell’Ossola, una delle poche vere e proprie repubbliche provvisorie sorte durante la Resistenza, guidata da una Giunta Provvisoria di Governo con sede a Domodossola. Per oltre quaranta giorni, più di ottantamila cittadini furono protagonisti dell’amministrazione di un ampio territorio al confine con la Svizzera, dandosi un ordinamento repubblicano che avrebbe in parte anticipato princìpi poi ripresi dalla Costituzione italiana del 1948. Tra le figure di spicco di quel governo si ricordano Gisella Floreanini, politica milanese, e Gianfranco Contini, intellettuale antifascista di Domodossola. Il 23 ottobre 1944 le truppe della Repubblica Sociale Italiana, con circa 5.000 uomini, ripresero il controllo del territorio dopo scontri durissimi.

Cesare Cardini e la Caesar Salad

Tra i personaggi che hanno portato il nome dell’Ossola nel mondo c’è Cesare Cardini, nato a Baveno, che nel 1924 inventò negli Stati Uniti la Caesar Salad, in occasione della festa del 4 luglio: un piatto diventato celebre in tutto il mondo, esempio di come la semplicità e l’ingegno ossolani abbiano saputo conquistare un pubblico internazionale, proprio come sta gradualmente accadendo anche per il vino del territorio.

Antonio Rosmini e il Sacro Monte Calvario

Un altro personaggio di primo piano legato alla storia ossolana è il filosofo e teologo Antonio Rosmini, che nel 1828 scelse il Sacro Monte Calvario di Domodossola per fondare l’Istituto della Carità, la congregazione ancora oggi nota come “Rosminiani”. Proprio qui, tra il 1832 e il 1833, Rosmini completò una delle sue opere più importanti, “Delle cinque piaghe della Santa Chiesa”.

Un territorio che vive di storia e vino

Dal volo di Chavez alla Repubblica partigiana, fino a Cardini e Rosmini, l’Ossola racconta una storia fatta di coraggio, ingegno e resistenza, sempre accompagnata dal filo conduttore del vino locale, presenza costante nei momenti di festa come in quelli più difficili della sua storia recente.

Per chi vuole scoprire questo territorio anche attraverso i suoi sapori, una degustazione tra i vigneti dell’Ossola è un modo diretto per conoscere la stessa terra che ha dato i natali a questi personaggi.

Conoscere questi episodi aiuta a capire perché l’Ossola, pur essendo un territorio geograficamente periferico, abbia saputo esprimere personaggi e vicende capaci di lasciare un segno ben oltre i confini della valle: un filo che lega l’ardimento di un aviatore, il coraggio dei partigiani, l’ingegno di un cuoco emigrato e la profondità di pensiero di un filosofo.

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