Mergozzo è un borgo insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, adagiato sulla punta occidentale dell’omonimo lago, tra i più limpidi d’Italia.
Cinquemila anni di storia
I resti preistorici individuati sulle alture circostanti dimostrano come l’uomo abbia abitato quest’area almeno 5000 anni fa. Grazie alla sua posizione di transito tra la pianura e le Alpi, Mergozzo ebbe un’importanza decisiva già in epoca romana. La storia del paese è da sempre legata alla pietra: dal granito bianco e verde del Montorfano al marmo rosa di Candoglia, entrambi estratti nel territorio circostante.
Due rioni, due volti del borgo
Il paese si divide in due caratteristici rioni: Riva, con le sue case in pietra disposte ad anfiteatro sul lago, e Sasso, costruito sulle pendici del Montorfano e dominato dai resti di un antico castello. Questa doppia anima, tra lago e montagna, è uno dei tratti distintivi di Mergozzo.
Il lago più pulito d’Italia
Il Lago di Mergozzo è considerato uno dei laghi più limpidi d’Italia, separato dal Lago Maggiore ma un tempo parte dello stesso bacino: le sue acque cristalline lo rendono meta ideale per il nuoto e la canoa, lontano dai flussi turistici più intensi.
Mergozzo nel territorio ossolano
Mergozzo si trova vicino a Gravellona Toce, crocevia tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Per approfondire la storia del borgo, il riferimento è il Comune di Mergozzo.
Da Mergozzo si raggiungono facilmente anche i vigneti della Val d’Ossola, con la possibilità di una degustazione tra un bagno nel lago e l’altro.
Riva e Sasso, i due rioni del lago
Passeggiare tra i due rioni storici di Mergozzo permette di cogliere due anime diverse dello stesso borgo: a Riva prevalgono le case in pietra a diretto contatto con l’acqua, un tempo abitazioni di pescatori e barcaioli, mentre a Sasso, arroccato sulle pendici del Montorfano, l’atmosfera si fa più raccolta, tra vicoli stretti che salgono verso i resti dell’antico castello.
Un lago separato dal Maggiore
Il Lago di Mergozzo, un tempo parte dello stesso bacino del Lago Maggiore, se ne separò naturalmente nel corso dei millenni a causa dei depositi alluvionali del fiume Toce: un fenomeno geologico che ha regalato alla zona due specchi d’acqua distinti, ciascuno con caratteristiche proprie, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.
Un tempo parte del Lago Maggiore
Il Lago di Mergozzo, quarto per estensione tra i laghi piemontesi, era un tempo l’estremità occidentale del Lago Maggiore, chiamata Sinus Mergotianus: le continue alluvioni del fiume Toce crearono nel corso dei secoli una barriera di depositi, l’attuale piana di Fondotoce, che separò definitivamente i due bacini. Il territorio circostante conserva tracce di insediamenti antichissimi, documentati dalla ricca collezione dell’Antiquarium locale, che espone reperti preistorici e dell’età del bronzo insieme agli antichi strumenti utilizzati per l’estrazione e la lavorazione del granito del Montorfano e del marmo di Candoglia.
Uno dei laghi più puliti d’Italia
Grazie all’assenza di industrie sulle sue rive, al divieto di natanti a motore e a un sistema fognario che non scarica nel bacino ma direttamente nel fiume Toce, le acque del Lago di Mergozzo sono tra le più pulite d’Italia, rendendolo una meta molto apprezzata da canoisti, kayakisti, windsurfisti e pescatori sportivi, oltre che dai turisti, in particolare tedeschi, in cerca di un lago diverso dai grandi bacini più affollati.
Un ultimo dettaglio da non perdere: il piccolo porto turistico del paese, punto di partenza ideale per chi vuole noleggiare una canoa e scoprire il lago dall’acqua, magari all’alba, quando la superficie è perfettamente calma e il silenzio quasi totale.
Un piccolo paradiso, a due passi da tutto.
Un gioiello discreto, tutto da vivere.
Acqua limpida, storia antica, futuro sostenibile.