La Val Bognanco è conosciuta come la “valle delle cento cascate”, un soprannome che racconta bene la ricchezza d’acqua di questo angolo della Val d’Ossola.
Ventinove sentieri tra laghi e cascate
La valle offre ventinove itinerari escursionistici tra percorsi di trekking e cammini culturali. Lungo i sentieri si incontrano tre laghi alpini, numerosi torrenti e torbiere, si attraversano boschi di abeti e larici fino al limite della vegetazione arborea, per poi proseguire tra ampi pascoli fino al confine svizzero.
Da valle agricola a meta termale
Negli ultimi due secoli la Val Bognanco ha attraversato trasformazioni profonde: da valle prevalentemente agricola fino alla fine dell’Ottocento, è diventata progressivamente legata alle acque minerali e infine all’attuale vocazione turistica e naturalistica. Tutto cominciò nel 1863, con la scoperta di una piccola sorgente ferruginosa e medicinale, a cui seguì nel Novecento la costruzione dello stabilimento idroterapico grazie agli investimenti di Emilio Cavallini.
L’antica via dei mulattieri
Al Passo del Monscera risuonano ancora, idealmente, i passi degli antichi mulattieri che trasportavano merci preferendo questa via, ritenuta più facile e sicura rispetto alle strette gole di Gondo: un dettaglio che racconta l’importanza commerciale storica di questi valichi alpini.
Val Bognanco, tra sorgenti e vigneti
La parte più nota della valle dal punto di vista termale è Bognanco Fonti. Per approfondire i sentieri e la storia della valle, il riferimento è Natura Benessere Cultura.
Dopo un’escursione tra le cascate, il fondovalle ossolano con i suoi vigneti è a breve distanza: un’occasione per una degustazione.
Un patrimonio idrico da proteggere
La ricchezza d’acqua della Val Bognanco, testimoniata dalle sue cento cascate e dalle sorgenti termali, rappresenta anche un patrimonio naturale da tutelare con attenzione: le associazioni locali e gli enti di gestione del territorio lavorano per garantire che questo equilibrio tra fruizione turistica e conservazione ambientale possa continuare nel tempo.
Le sorgenti minori della valle
Oltre alle celebri fonti di Bognanco Fonti, la valle custodisce numerose sorgenti minori, spesso conosciute solo dagli escursionisti più esperti: piccoli punti d’acqua che alimentano ruscelli e cascate secondarie lungo tutto il percorso verso l’alta valle, contribuendo a quella straordinaria ricchezza idrica che ha dato il soprannome alla Val Bognanco.
Il Passo del Monscera e i laghi del Paione
Il Passo del Monscera, a 2.103 metri di quota, segna il confine tra il Piemonte e il Canton Vallese svizzero, lungo una via che le popolazioni locali attraversavano già nel Medioevo per commerciare e spostarsi tra le due vallate. Un’escursione classica dell’alta Val Bognanco conduce ai tre laghi del Paione, toccando anche una torbiera, alpeggi e due rifugi, con un dislivello contenuto sotto i 700 metri: una delle proposte più complete e meno faticose dell’intera valle.
Panorami sulle vette svizzere
Dal Passo del Monscera lo sguardo si apre su alcuni dei giganti più noti delle Alpi Pennine: il Weissmies, il Lagginhorn e il Fletschhorn, tutte cime oltre i 4.000 metri, con il Monte Leone visibile nelle giornate più limpide. Un panorama che testimonia la posizione privilegiata della Val Bognanco, sospesa tra Italia e Svizzera.
Chi percorre questi sentieri per la prima volta è spesso sorpreso dal contrasto tra la vicinanza geografica del fondovalle ossolano e la sensazione di remoto isolamento che si respira già a poche ore di cammino, un’esperienza che rende la Val Bognanco una delle valli più sottovalutate dell’intero territorio.
Un’ultima raccomandazione: portare sempre con sé scarpe adatte al trekking, anche per le escursioni più brevi, dato il terreno spesso irregolare tipico di questa valle.
Una valle che aspetta solo di essere scoperta con calma, un passo alla volta.
Cento cascate, e mille motivi per tornarci.
Sentieri, sorgenti e silenzio: la Val Bognanco aspetta solo di essere vissuta.