Tre donne durante una degustazione di vino tra i vigneti

Le donne del vino: sempre più protagoniste in enologia

Le donne del vino: da un passato di ruoli marginali alla guida di cantine come la nostra, fino all'associazione Le Donne del Vino, fondata nel 1988.

Sfatiamo un mito: le donne del vino sono sempre più preparate e presenti nel campo enologico. Se un tempo erano destinate ai lavori più umili della filiera vitivinicola e poco considerate come consumatrici del prodotto, oggi la situazione è profondamente cambiata: le donne ricoprono ruoli dirigenziali e consumano il vino in maniera consapevole e attenta.

Uno sguardo al passato, nemmeno troppo lontano

Fino agli anni Settanta, una giovane donna poteva essere “etichettata” come poco raccomandabile se vista bere in pubblico. Oggi, al contrario, sono proprio le donne tra le maggiori consumatrici di vino, con una netta preferenza per la qualità rispetto alla quantità.

Non esistono vini da uomo e da donna

Il luogo comune secondo cui esisterebbero vini “da uomo” e vini “da donna” è piuttosto diffuso, ma non trova conferma nei fatti: un’indagine dell’ISTAT mostra come le donne prediligano i bianchi fermi, pur apprezzando molto anche vini più strutturati e alcolici. Esistono comunque alcune differenze nell’approccio femminile al mondo del vino e dell’enoturismo: le donne dimostrano spesso maggiore sensibilità verso l’esperienza complessiva, tanto che la degustazione viene spesso vissuta come una vera e propria esperienza artistica. Prestano inoltre molta attenzione al rapporto qualità-prezzo del prodotto, andando oltre l’etichetta e il marchio, per interessarsi alla storia e ai valori dell’azienda e dei luoghi di produzione.

L’enoturismo al femminile

L’enoturismo sta diventando una realtà sempre più importante anche tra le donne che, sempre più preparate e curiose, si mettono in viaggio per il piacere di visitare, conoscere e assaporare. Anche la nostra azienda riflette questo cambiamento: la nostra cantina è guidata insieme da Edoardo e Stella, a conferma di come il mondo del vino ossolano non faccia eccezione a questa trasformazione.

Le Donne del Vino, un’associazione nata nel 1988

Preso atto di questo cambiamento, è iniziata negli anni la conquista femminile del mondo vinicolo, con l’appoggio di associazioni nate per unire le donne e il mondo enologico, come “Le Donne del Vino”. Questo ente no profit è stato fondato nel 1988 da Elisabetta Tognana, produttrice toscana, per promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne in questo settore. Conta oggi più di 900 iscritte, appartenenti a tutte le categorie della filiera vitivinicola, dalla produzione alla comunicazione.

Una strada ancora in salita

Nonostante i successi delle donne nel mondo dell’enologia, si riscontra ancora una disparità di genere in molti ambiti del settore, tra stipendi più bassi e difficoltà a conciliare vita privata e lavorativa. Le donne non si scoraggiano: è nata così anche la festa delle donne del vino, celebrata ogni anno il 4 marzo. Cin cin, ragazze!

Per scoprire di persona il ruolo delle donne nella nostra cantina, vi aspettiamo per una degustazione.

Un cambiamento che continua

Il percorso di crescita delle donne nel mondo del vino è tutt’altro che concluso: sempre più giovani donne scelgono oggi di studiare enologia o di intraprendere carriere nel settore, portando avanti un cambiamento culturale che, passo dopo passo, sta ridisegnando il volto di un’industria tradizionalmente considerata maschile.

Un brindisi, dunque, non solo al vino, ma a tutte le donne che ogni giorno contribuiscono a renderlo speciale, in vigna come in cantina.

Un settore in trasformazione

Sempre più cantine italiane, comprese realtà di piccole dimensioni come quelle della Val d’Ossola, vedono oggi donne in ruoli chiave: dall’enologia alla gestione commerciale, fino alla conduzione diretta dell’azienda. Questo cambiamento non è solo una questione di equità, ma porta con sé anche nuove sensibilità nella comunicazione del vino, nell’accoglienza in cantina e nella cura dei dettagli che compongono l’esperienza enoturistica nel suo complesso, sempre più centrale per la competitività delle piccole realtà vitivinicole di territorio.

Semplicemente, grazie.

Per approfondire

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